Il 26 febbraio 1607 Matilde, legittimata di Savoia  dal fratello  Carlo Emanuele I (1562-1630 ), sposa in Torino con tutti gli onori dovuti al suo rango,  il marchese Carlo Simiana d’Albigny, al servizio del Duca. L’anno dopo,  nasce il loro unico figlio, Carlo Emanuele Filiberto  Giacinto.  Carlo Simiana,  con il suo matrimonio con Donna Metilde assume il titolo di marchese di Pianezza. Nel 1608, un anno appena dopo le nozze, essendo il marchese Governatore e Luogotenente generale degli Stati di Savoia oltr’Alpe, é  fatto arrestare improvvisamente  dal  Duca  a  Chambery  . Condotto  nel castello di Moncalieri viene  decapitato il 17 febbraio e sepolto nella Chiesa Collegiata di S. Maria della Scala in  Moncalieri.

Perché  il Duca di Savoia fa giustiziare il Simiana, suo cognato ? La soluzione più attendibile storicamente  sembra questa: nel  1602  Carlo   Simiana aveva  preso parte all’infelice e fallito  tentativo di riconquistare Ginevra.  Per sottrarre  Carlo Emanuele I  dalle minacce  d’Enrico il Grande ( Enrico IV, Re di Francia ),   il marchese di Pianezza   diviene il “ capro espiatorio” di tutta la faccenda. Ai funerali del cognato “ il duca Carlo Emanuele  manda 40 torcie  bianche senza stemma e non confisca i beni” che passano alla povera vedova.

 

Donna Matilde di SavoiaDopo la tragica morte del marito, questa  si dedica  all’educazione del figlio privato del padre nello stesso anno della sua nascita. In seguito, Carlo Giacinto  Simiana,  sebbene  incline alla vita religiosa, ne viene dissuaso dalla madre e sposa  Giovanna Arborio di Gattinara.  Per il suo valore nelle battaglie contro Genova e Monferrato, è nominato, appena venticinquenne, Ambasciatore a Vienna dal duca di Savoia  Vittorio Amedeo I, successo a Carlo Emanuele I. Il 14 giugno 1641, dal Principe Maurizio di Savoia (il famoso cardinale fondatore della villa  Ludovica, ora villa della Regina), ottiene una  nuova sentenza  del Senato del Piemonte che gli aggiudica il dominio su tutto il feudo di Pianezza, secondo il  primo testamento della nonna, marchesa  Beatrice.

 

Donna Matilde, ormai  libera dalle cure  verso il figlio, trova nella religione  supremo conforto.  Si dedica a opere di carità e fa costruire, nella chiesa della Consolata di Torino,  la cappella chiamata Nostra Signora delle Grazie. Con l’appoggio del Vescovo, S.E. Mons.  Antonio Provana di  Collegno e  di Madama Reale Cristina di Savoia, Reggente dopo l’improvvisa morte del Duca Vittorio Amedeo I ( forse avvelenato dai Francesi ), coadiuva Santa Giovanna Frémiot de Chantal  nella fondazione del Monastero della Visitazione di Torino. Oltre a lavorare personalmente per ottenerle  tutte le patenti, nel settembre 1638 le va incontro in Valle d’Aosta con il suo seguito.

Il 30 settembre, alle porte di Torino, dove un gran numero di Dame e personaggi autorevoli di Corte si prepara  ad accogliere con solennità la Fondatrice della Visitazione  - la cui fama di santità è già ben conosciuta, Donna Matilde riceve una missiva della Reggente che la prega  di condurre Madre di Chantal al Valentino, presso il duchino Francesco Giacinto, ormai agonizzante, con la speranza che gli sia ridonata la salute. Madre Giovanna Francesca conforta Madama Reale  e la assicura che, sebbene  il duchino  non si salverà, il piccolo Carlo Emanuele II,  anch’esso gracile di salute, avrà lunga vita.

 

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