Pian piano è reso concreto, secondo le Regole, l’edificio monastico.  Nel 1661 viene progettata – e, in seguito, realizzata dall’architetto Francesco Lanfranchi - la chiesa del monastero, ancora funzionante, nell’attuale via XX settembre, angolo via Vescovado.

 

Col passare degli anni la comunità diviene fiorente e può dar vita al Monastero di Roma (1671) , a quello di Pescia ( 1714) , e in parte a  quello di Napoli, nel 1691.

 

Nel 1694, nella chiesa del monastero,  c’è un grande avvenimento: il Beato Sebastiano Valfré celebra, per la prima volta in Italia, la festa del Sacro Cuore di Gesù, come Gesù stesso aveva richiesto  a Santa Margherita Maria Alacoque, e come suor Bénigne Gojos, morta due anni prima,  aveva tanto desiderato.

La bufera della Rivoluzione francese  non risparmia  certo il monastero di Torino che viene espropriato e, dal 1802 al 1824, le monache si disperdono in case private. Tornata un po’ di calma e  non potendo rientrare nel proprio monastero, perché ceduto  ai Padri della Missione, alcune di esse ottengono - dalla regale munificenza di Re  Carlo Felice - l’antico monastero delle Clarisse,  situato presso il Santuario della Consolata, con la bellissima chiesa di Bernardo Vittone,  del 1745.

 

Parrocchia Chiesa di S. Chiara : 2a sede della Visitazione Cso Francia  TorinoChiesa La Visitazione Cso Francia –Torino (3° sede)Nel 1824 la piccola comunità “delle superstiti” può riaprire le porte della clausura  per  accogliere, come prima novizia,  Sr. Francesca Delfina, sorella di Silvio Pellico, seguita ben presto da numerose compagne, tra le quali,  la sorella maggiore del Beato Francesco Faà di Bruno. Dopo circa ottant’ anni, vari avvenimenti politici obbligano le Sorelle a un nuovo esodo e,  questa volta,  in un proprio monastero il cui terreno, in località Pozzo Strada, viene acquistato- in forma privata -  da cinque suore della comunità,  a motivo delle Leggi  Siccardi, ancora  in vigore, che impediscono al monastero di essere proprietario. Tra il 1871 e il 1904,  viene costruito il tanto desiderato  monastero - secondo le indicazioni del costumiere  di Annecy - circondato da un vasto terreno agricolo e protetto da alte mura. Il progetto della chiesa è affidato all’architetto Giovanni Battista Ferrante,  lo stesso  che nel 1863 aveva edificato la chiesa di Santa Giulia,  a spese della Marchesa di Barolo.

Durante la Prima Guerra Mondiale, parte del monastero viene requisito e adibito a caserma. Liberato il monastero dai militari,  il 28 ottobre 1938,  la chiesa è riconsacrata dal Cardinal  Maurilio  Fossati  e restituita al culto.

Sembra che le visitandine debbano comprendere che la loro vera patria è  “nei cieli” perché dopo  aver goduto una vita monastica povera, ma serena e fiorente di sante vocazioni, l’espandersi della città, il nuovo piano urbano e la costruzione di alti palazzi  intorno al monastero, nel 1964, costringono le monache  a pensare ad un  nuovo esodo.

 

Interno Chiesa della Visitazione di Via XX Settembre TorinoQuesta volta il luogo  scelto è sulla collina di Moncalieri, silenzioso, in mezzo al verde  e soleggiato. La costruzione è progettata dall’Architetto Ottorino Aloisio, già noto per altri lavori  tra i quali quello della chiesa  delle Missioni della Consolata.  Nel 1970 la comunità intera si trasferisce a Moncalieri, non distante dal Castello Reale.

Il monastero, alienato, viene demolito, ma si salva la chiesa con la cancellata antistante e il vialetto che porta a Corso Francia. Il 9 febbraio 1970 la chiesa viene consegnata all’Opera Torino Chiese e il 1° novembre 1971,  a nome del Cardinal Pellegrino, Mons. Maritano dà inizio alla Comunità Parrocchiale  "La Visitazione".

Il Monastero nella collina di MoncalieriE le monache di Moncalieri? Sono felici di vivere la loro vita di preghiera e offerta al Signore per il bene dei fratelli e anche di offrire un servizio alla zona, aprendo le porte dell’accogliente Chiesa del Monastero per le celebrazioni liturgiche.

 

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